Gli amici di mio figlio non mi piacciono
Nan Coosemans ·

Succede a tanti genitori, tuo figlio o tua figlia inizia a frequentare qualcuno che, semplicemente, non ti piace. Magari è maleducato, troppo invadente, arrogante, o ti dà quella sensazione a pelle ch
Succede a tanti genitori, tuo figlio o tua figlia inizia a frequentare qualcuno che, semplicemente, non ti piace. Magari è maleducato, troppo invadente, arrogante, o ti dà quella sensazione a pelle che “qualcosa non va”.
Oppure ti sembra che lo stia spingendo ad adottare comportamenti che non gli appartengono: voti che calano, atteggiamenti più chiusi, nervosismo e rispostacce che prima non avrebbe mai dato, cambiamenti improvvisi e poco piacevoli.
Ed è allora che ti ritrovi a pensare: “Devo intervenire? Devo vietargli di frequentarlo? Devo parlare? Tacere? Aspettare?” La risposta non è mai semplice. Ma c’è un modo di affrontare la questione senza rompere il legame con tuo figlio. Fai un bel respiro, e vediamo insieme come fare.
Quando gli amici non ci piacciono (anche se non sono per forza “cattive compagnie”)
Prima di tutto, analizziamo la situazione con calma. Non è che ogni amico che non ti piace abbia necessariamente una cattiva influenza.
Spesso, il fastidio che proviamo riguarda più noi che loro. Cerchiamo di capire innanzitutto perché quel nuovo amico proprio non ti va giù.
- Perché è troppo diverso da tuo figlio?
- Perché ha un look che ti disturba?
- Perché parla in modo volgare?
- Perché tu, da ragazzo, non avresti mai frequentato “uno così”?
Attenzione. In alcuni casi si tratta di campanelli d’allarme reali, ma spesso – dobbiamo solo trovare il coraggio di ammetterlo che i nostri sono semplici pregiudizi generazionali.
Prima di giudicare, prova a osservare senza etichettare. E chiediti: “Quello che mi dà fastidio è chi è o cosa fa?”
Il rischio più grande? Entrare a gamba tesa
Dire a tuo figlio “quel tuo amico non mi piace” o ancora peggio vietargli di frequentarlo, è uno dei modi più sicuri per andare rafforzare quella relazione.
Sì, hai letto bene;-) Più critichi una persona che a tuo figlio piace, più lo renderai affascinante da frequentare. Un po’ perché soprattutto durante l’adolescenza i ragazzi fanno il contrario di quello che dice, ma soprattutto perché ogni attacco esterno a una propria scelta personale viene vissuto come un attacco alla propria identità.
Come andrà a finire, dunque?
- Lo difenderà a spada tratta, dicendo che sei tu che non lo conosci
- Si chiuderà a riccio
- Ti accuserà di non capire
- E (cosa peggiore) inizierà a mentire per continuare a frequentarlo
Cosa fare, allora?
Ecco alcuni spunti per gestire al meglio questo tipo di situazione:
- Chiedi, invece di accusare! Piuttosto che dire “quel tuo amico non mi piace”, prova con: “Mi sembra che da quando lo frequenti sei un po’ cambiato, è solo una mia impressione?”
- Fai domande che possano farlo riflettere, senza provare a tendergli trabocchetti! “Ti senti davvero te stesso quando sei con lui?”, “Cos’è che ti piace di questa persona?”, “Come ti fa sentire il tempo che passate insieme?”
- Condividi le tue emozioni, non le tue sentenze! Invece di dire “quella ragazza è proprio falsa”, prova con: “A volte ho la sensazione che lei non ti tratti come meriti, ma magari mi sbaglio. Tu come ti senti quando state insieme?”
- Dagli fiducia. Anche se ti preoccupa. È difficile, ma lasciare che sbaglino fa parte del percorso di crescita: solo se si sentiranno liberi di tornare da te senza giudizio lo faranno, specialmente se e quando capiranno di aver sbagliato.
E quando a non piacerti è la sua cotta?
Eh, qui le cose si complicano. Perché quando c’è di mezzo l’amore, le difese si alzano alle stelle. Qualunque critica verrà vissuta come un attacco personale, diretto, doloroso. Se il fidanzato o la fidanzata non ti piace, la regola d’oro è usare il doppio della delicatezza e il triplo dell’ascolto.
Assolutamente vietati i giudizi taglienti, come:
- “È solo una cotta, passerà.”
- “Si vede lontano un miglio che non è sincero.”
- “Non ti merita.”
Sì a frasi che danno spazio al dialogo:
- “Ti vedo un po’ giù ultimamente, va tutto bene tra voi?”
- “A me interessa che tu stia bene, che ti senta valorizzato in questa relazione. Ti succede?”
E ricorda: se qualcosa davvero non va, sarà tuo figlio a rendersene conto, prima o poi a parte se proprio dentro una relazione tossica Il tuo ruolo non è togliergli la benda dagli occhi, ma essere presente quando inizierà a intravedere da solo la verità.
Fidati del tuo istinto, ma ancora di più della relazione con tuo figlio
È vero, può capire che gli amici o i partner dei nostri figli ci possano far sentire a disagio. A volte con ragione. Altre per ansia, pregiudizio o paura del cambiamento. Ma in ogni caso, la cosa più importante non è intestardirsi nel voler cambiare le loro scelte a tutti i costi, ma restare un punto di riferimento stabile e coerente: un luogo sicuro a cui possano tornare se ne avvertono il bisogno. Un genitore che non dice sempre “Te l’avevo detto”, ma “Posso non essere al 100% d’accordo con te, ma sono per te ci sono sempre, soprattutto adesso”.
leggi di più qui su come aiutare tuo figlio a vivere la sua prima storia d’amore