Emozioni nell’Adolescenza: La Bussola Emotiva per Genitori e Figli
Martina Macrì ·

Non è un mistero che l’adolescenza sia un periodo della vita tumultuoso e spesso confuso, fatto di trasformazioni intense che avvengono sì all’esterno, ma soprattutto dentro. Ricordo che all’inizio de
Non è un mistero che l’adolescenza sia un periodo della vita tumultuoso e spesso confuso, fatto di trasformazioni intense che avvengono sì all’esterno, ma soprattutto dentro. Ricordo che all’inizio della mia esperienza da adolescente non facevo che ripetere una frase tra me e me:“Mi sembra che tutto attorno a me scorra troppo veloce”.
E infatti è così che molti a quell’età si sentono: sommersi da emozioni nuove e sempre più potenti, quasi travolgenti. E dietro alla classica risposta “Sto bene”, spesso invece si nasconde un mondo difficile da comprendere e decifrare. Ma navigare in un mare in tempesta si può, con l’aiuto di una buona bussola. E capire gli adolescenti non è un’impresa impossibile: bisogna solo adottare uno sguardo diverso.Da dove partire, però? Il cervello dell’adolescente: un “cantiere work in progress”
Per comprendere il comportamento emotivo di un adolescente, è importante tenere a mente una verità scientifica spesso sottovalutata: a quell’età, il cervello è come un cantiere in cui stanno avendo luogo una serie infinita di lavori di ristrutturazione. Immaginiamo questo cantiere, in cui un giorno sta sorgendo un grattacielo, quello dopo un condominio, quello ancora dopo una villa con piscina…le idee si evolvono, le aspettative si ridimensionano, i sogni cambiano. E tutto questo molto velocemente. Non c’è da stupirsi dunque se la parte emotiva del cervello (l’amigdala) si trova quindi in una fase di estrema iperattività, sempre pronta a reagire, mentre la corteccia prefrontale, che governa la razionalità, è ancora in costruzione. Ed è proprio così che si alternano momenti di confusione ad altri di chiarezza, fino a sfociare addirittura nella testardaggine. E come se non bastasse, le nuove generazioni devono tenere conto anche di un nuovo fattore: l’accelerazione dei ritmi quotidiani. Il cantiere di cui parlavamo, infatti, oggi corre al doppio della velocità… proprio come gli audio su WhatsApp ascoltati in 2x!Quando il dolore emotivo fa davvero male
In un contesto come quello che abbiamo appena descritto, le emozioni che si vivono non sono solo intense, ma spesso sembrano addirittura in grado di prendere il sopravvento. Un messaggio visualizzato e lasciato senza risposta, una battuta di troppo, un invito disatteso…sono tutte cose che all’apparenza possono sembrare piccole e poco importanti, ma che in un adolescente possono lasciare segni davvero profondi. Ferite che, se non riconosciute, comprese e gestite, spesso rischiano di trasformarsi in silenzi, chiusure o disagi “invisibili”. Riguardo a questo tema, mi torna in mente un talk durante TEDxYouth, in cui Maximilian Park racconta la sua esperienza e il dolore del rifiuto sociale, affermando con grande coraggio che “Le emozioni non sono il problema. Non saperle affrontare, sì.” Si tratta di una riflessione preziosa da cui ogni genitore può e deve partire: non dobbiamo proteggere i ragazzi dalle emozioni, ma aiutarli a viverle pienamente e soprattutto a comprenderle. Altrimenti quel disagio che si manifesta nel non sapere cosa si sta provando – o nel non trovare lo spazio per parlarne! – rischia di diventare un muro dietro cui nascondersi, una maschera molto difficile da togliere.Come diventare una guida per il tuo adolescente?
Bella domanda: qui entra in gioco la parte più sfidante, perché non sempre tuo figlio ti permette di entrare nella sua bolla… e anche quando lo fa, non è facile capire come comportarsi. Spesso la sensazione più comune è quella di restare a margine di questa bolla, e che ci sia sempre una piccola ma inesorabile zona in cui l’adolescente fa fatica a lasciare entrare chiunque, specialmente i propri genitori. Questa zona protetta diventa una sorta di rifugio, in cui il giudizio altrui – reale ma soprattutto presunto – fa ancora un po’ paura. Ne ha parlato bene la nostra coach Lorena in un articolo dedicato, che puoi leggere cliccando qui. Finora abbiamo cercato di descrivere il contesto in cui si muovono gli adolescenti: cosa vivono e come funziona il loro mondo, interiore ed esteriore. Ma quali sono gli strumenti che possono consentirci di comprendere meglio le loro necessità emotive? Com’è possibile aiutarli a destreggiarsi in questa fase così tumultuosa della vita?1. Esplora il loro mondo digitale
Interessati con discrezione, chiedendo loro cosa guardano e cosa condividono. Lo scopo non è quello di controllarli, ma di comprendere meglio quali sono i modelli che imitano o seguono. E, perchè no, anche diventare meno boomer 😉2. Normalizza il parlare di emozioni
In altre parole, dai l’esempio! Mostra il tuo lato emotivo in modo sincero, evitando di scaricare su di loro il peso delle frustrazioni quotidiane. A volte basta un semplice “Sai, oggi ero un po’ agitato, e non capivo il perchè”. 3. Ascolta senza voler risolvere
Nel caso in cui fossero loro a fare il primo passo, ricorda: niente giudizi affrettati. Se sono lì è perché hanno bisogno di confidarsi, e che si fidano del tuo ascolto. Lascia loro spazio e chissà, magari questo “silenzio” porterà a nuove scoperte!Un passo alla volta, nella stessa direzione
Detto da figlia e da coach, credo che essere genitori sia un atto di grande coraggio. Cercare di capirli, anche quando sembrano respingerti… Restare presenti, anche quando sembrano non volerti… che fatica! Ma ogni piccolo gesto, una parola al momento giusto o anche solo una pausa a bocca chiusa ma con il cuore aperto fa la differenza. Diciamolo: l’adolescenza è come una traversata via mare: a volte burrascosa, altre sorprendente… E in ogni viaggio, serve una bussola non solo per i ragazzi, ma anche per voi genitori. Per questo è importante costruire spazi in cui emozioni, relazioni e crescita possano incontrarsi davvero. Se leggendo ti sei ritrovato in alcune di queste righe, sappi che non sei solo: come te, tanti genitori ogni giorno ci scrivono alla ricerca di nuovi strumenti o semplicemente di un confronto sincero. A volte basta un’idea nuova, una frase al momento giusto o un’esperienza condivisa per riprendere a navigare lungo la giusta rotta. Continua a seguirci: se vorrai il prossimo passo lo faremo insieme! Coach Martina