Non riconosco più mio figlio

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Non riconosco più mio figlio

A volte, accade in silenzio, senza che ce ne accorgiamo subito. Un giorno, guardiamo nostro figlio o nostra figlia e ci rendiamo conto che non lo riconosciamo più. Non perché sia cambiato in peggio, m

A volte, accade in silenzio, senza che ce ne accorgiamo subito. Un giorno, guardiamo nostro figlio o nostra figlia e ci rendiamo conto che non lo riconosciamo più. Non perché sia cambiato in peggio, ma semplicemente perché… è cambiato. Nuovi interessi, nuove passioni, nuove amicizie. Persone diverse, pensieri diversi. E noi? Ci sentiamo più lontani, come se il tempo o le esperienze abbiano costruito un muro invisibile tra noi e loro.

E la domanda che ci facciamo è: “Come posso capire chi è diventato, senza sembrare il classico genitore impiccione che rovina tutto?”

La risposta non è semplice, ma c’è un punto su cui possiamo riflettere: l’importanza di non restare fermi nel passato, ma di provare a conoscere il nuovo “loro” che sta emergendo.

Un figlio che cambia: il riflesso dell’adolescenza

Cambiare, evolversi, costruirsi una propria identità. L’adolescenza è proprio questo, un processo di evoluzione, scoperta e crescita. E in mezzo a questo viaggio, gli interessi cambiano, le passioni si evolvono, e a volte i nostri figli ci sembrano così lontani e così diversi da com’erano fino a qualche anno fa.

A volte quel cambiamento ci spiazza, facendoci sentire come se stessimo perdendo il contatto con loro. Eppure, il cambiamento è normale ed è una parte naturale del loro percorso di crescita: iniziano a interessarsi a musica che non conosciamo, a sport o attività che non avremmo mai immaginato. Si uniscono a gruppi, sperimentano nuove mode, oppure scoprono passioni che a noi sembrano venire da un altro pianeta.

Perché tutto questo? Perché stanno costruendo il loro mondo, un mondo in cui noi non abbiamo ancora un posto ben definito. Ed è lì che entra in gioco il nostro ruolo di genitori: come possiamo farci “spazio” nella loro vita senza invadere, ma allo stesso tempo restando presenti?

Non siamo sempre tenuti a capire tutto… ma possiamo interessarci

Ok, il fatto che nostro figlio si sia messo a praticare skateboarding o si sia “trasformato” in un appassionato di manga dal giorno alla notte non significa che dobbiamo diventare esperti di skateboard o leggerci interi volumi di fumetti giapponesi. Non si tratta di diventare morbosamente interessati alle loro cose o di insistere per infilarci forzatamente nel loro mondo, ma di fare un passo verso di loro.

Perché, a volte, è proprio questo che fanno i ragazzi quando cercano qualcosa di nuovo: si allontanano da ciò che conoscono, per trovare spazi di libertà e autonomia. E se da un lato questo è sano e naturale, dall’altro può capitare che ci faccia sentire degli estranei.

Come restare coinvolti senza sembrare invadenti?

  1. Chiedi senza giudicare
    Quando scopri che tuo figlio ha iniziato a fare qualcosa di nuovo, non uscirtene con frasi come “Ma perché proprio questa cosa?” o “Non ti sembra una perdita di tempo?”. Piuttosto, prova con domande più aperte: “Mi sembra che ti stia appassionando a qualcosa di nuovo, raccontami di più!” o “Cos’è che ti piace di questa nuova attività?” Questo approccio non è invadente, ma curioso, e dimostra che ciò che fa ti interessa, senza esprimere l’intento di controllare o giudicare.
  1. Non fare finta di conoscere tutto
    Se tuo figlio si appassiona a qualcosa che tu non conosci, ammetti la tua ignoranza. Questo non ti rende meno genitore, anzi! Mostrare di non avere tutte le risposte crea un legame più autentico. Un esempio? Prova a dire “Non sono molto esperto di musica rap, ma sono curioso di capire cosa ti piace di questo genere. Puoi farmi ascoltare qualcosa?” o “Non ho mai visto un anime, me ne consigli uno che ti è piaciuto? Hai voglia di guardarlo insieme?” Dimostrare curiosità e apertura senza forzare la cosa ti permette di entrare nel suo mondo, pur mantenendo il giusto equilibrio.
  1. Cerca di capire, non di giudicare
    I nuovi hobby e interessi di tuo figlio possono sembrare strani o, a volte, incomprensibili. Ma non si tratta di approvare tutto, quanto di comprendere. Se gli piace giocare a un certo videogame o passa ore sui social, prima di condannarlo, chiediti perché gli piacciono queste attività? Cosa gli danno? Capire i motivi che stanno dietro a una passione ti permette di interagire in modo più rispettoso. E, in caso di necessità, suggerire alternative più salutari o trovare un compromesso che non lo faccia sentire giudicato.

E quando ci sembra che ci stiano allontanando troppo?

Un altro aspetto che può farci sentire distanti è quando i nostri figli iniziano a costruire un mondo che non vogliono più condividere con noi. Gli amici, i segreti, i social. È il momento in cui non hanno più bisogno di fare tutto insieme a noi, e questo può farci sentire inutili o invisibili. Ma è importante ricordare che questa separazione non è una bocciatura personale, ma fa parte di un processo di definizione di sé stessi. L’unico modo per mantenerci in contatto senza forzare il loro spazio è – ancora una volta – ascoltare più che parlare.

Cambiare e crescere insieme

Crescere significa trasformarsi. E quando vediamo i nostri figli cambiare, è facile sentirsi un po’ persi, un po’ estranei a loro. Ma questa crescita è sana, è una prova che stanno trovando la loro strada, ed è giusto che lo facciano. Come genitori, dobbiamo imparare a essere presenti senza invadere, a interessarci senza forzare e a guardare con curiosità e rispetto tutto ciò che lasciano entrare nel loro mondo. Non c’è bisogno di comprendere ogni singola passione. Ma se riusciamo a rimanere aperti, interessati e sinceri nel nostro coinvolgimento, scopriremo che quella distanza che ci sembra allargarsi, in realtà, è solo il primo passo per creare un legame ancora più profondo.

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