Mio figlio mi ignora… e fa bene?
Nan Coosemans ·

Quante volte, da genitore, hai l’idea che parli a un muro e/o che tuo figlio ti stesse ignorando? Tu parli, dai consigli, ti preoccupi, ti offri di aiutare…e dall’altra parte? Niente. Uno sguardo dist
Quante volte, da genitore, hai l’idea che parli a un muro e/o che tuo figlio ti stesse ignorando? Tu parli, dai consigli, ti preoccupi, ti offri di aiutare…e dall’altra parte? Niente. Uno sguardo distratto, un grugnito, una porta chiusa o, peggio, un muro di silenzio. E la domanda sorge spontanea: “Ma perché non mi ascolta più?”
Se ti sei sentito così, sappi innanzitutto una cosa: non sei solo. Ma ancora più importante: la situazione in cui ti trovi non è affatto un fallimento. Anzi, potrebbe essere esattamente il contrario. Sì, hai letto bene. Quella distanza che senti, quella ribellione apparente, quella freddezza che ti fa stare male… puoi imparare a leggerla in modo diverso: come un invito, goffo, confuso, ma autentico a lasciare spazio alla sua indipendenza.
Il silenzio non è disinteresse, ma desiderio di essere presi sul serio
Quando tuo figlio ti mette in discussione, contesta le tue idee, si oppone a ciò che dici o semplicemente ti ignora, non si tratta necessariamente di un comportamento messo in atto per mancanza di rispetto. Spesso è solo il modo – imperfetto e sì, magari anche fastidioso – che ha trovato per dirti: “Voglio essere ascoltato anch’io.”
Essere messi in discussione come genitori non è semplice. Ti senti come se il ruolo che hai costruito negli anni stesse andando in frantumi. Ma è proprio in quel momento che smetti di essere un idolo per tuo figlio e cominci a diventare finalmente una persona reale. Una persona vera, in carne ed ossa. Pregi (e soprattutto difetti) inclusi. Ed è proprio questo che tuo figlio cerca: una relazione autentica, non un genitore perfetto che ha sempre la risposta pronta e la soluzione da offrirgli su un piatto d’argento..
Se parli sempre tu, quando può farlo lui?
Durante il nostro weekend Mamma e figli spesso viene fuori proprio questa frase; ma come faccio dire qualcosa, parla sempre lei! Nel desiderio di aiutare, supportare, proteggere, molti genitori fanno una cosa che sembra giusta…ma che in realtà può diventare un ostacolo: parlano troppo. Consigliano sempre. Risolvono ogni problema. Ecco il punto: se sei sempre tu a parlare, a spiegare, a intervenire prima che lui possa sbagliare, dove trova lo spazio tuo figlio per pensare, scegliere, crescere? Paradossalmente, quel “ti sto ignorando” che senti da parte sua, nasconde un messaggio fortissimo: un “Per favore, lasciami provare a fare da solo. Lasciami sbagliare. Lasciami trovare la mia strada. Tu restami vicino, ma non metterti al posto mio.“
Fase di ribellione o solo desiderio di avere voce in capitolo?
Dietro a quel tono provocatorio, a quell’atteggiamento polemico o a quel distacco, può nascondersi un bisogno semplice ma potente: poter finalmente far uscire una voce tutta sua. Può darsi che non la sappia ancora usare molto bene: capita che a volte urli, esageri, o che sbagli i modi. Ma quello che sta davvero cercando di dire è che sta provando a diventare qualcuno. E per farlo, deve distinguersi da te.
Questa fase non è un attacco personale a te in quanto genitore. È una tappa naturale della crescita, un momento in cui tuo figlio deve necessariamente mettere in discussione chi sei, per arrivare a capire chi è lui. Sì, può fare male. Ma fa parte del percorso. E il tuo compito, in questo momento, non è quello di insistere nel farti ascoltare, ma imparare ad ascoltare tu per primo.
Accogli la sua voce, senza perdere la tua
Mettiamo le cose in chiaro: accogliere la sua voce non significa approvare tutto ciò che fa. Non vuol dire dire sempre di sì, o lasciarsi mettere i piedi in testa. Significa essere disposti ad ascoltare prima di correggere. Perché più spazio darai alla sua voce, più sarà disposto ad ascoltare la tua.
State sviluppando un nuovo tipo di comunicazione, in cui il confronto conta più del controllo e i dialoghi autentici contano molto più dei monologhi, anche se pieni di buone intenzioni. Una comunicazione grazie a cui tuo figlio può iniziare a vederti non come qualcuno da mettere costantemente in discussione, ma come qualcuno che può aiutarlo a crescere a modo suo, restandogli a fianco mentre prende le sue decisioni.
Cosa fare quando ti senti ignorato come genitore?
Ecco alcuni spunti pratici per trasformare quel muro di silenzio in un’opportunità:
- Fai un passo indietro al momento giusto: Lascia che sia lui a cercarti. Non forzare il dialogo, non accorrere subito con la soluzione in mano. Sii presente, ma in modo discreto.
- Ascolta senza giudicare: A volte tuo figlio vuole solo sentirsi capito. Prova ad ascoltare davvero, senza partire in quarta con consigli o critiche.
- Dagli tempo: La maturità emotiva non arriva in un batter d’occhio. Ci saranno momenti difficili, è normale, ma più sentirà di poter essere se stesso con te, più si aprirà col passare del tempo.
- Sii un punto di riferimento, non un protagonista: È la tua figura che deve adeguarsi al suo cambiamento: il ruolo di genitore non deve sparire – ci mancherebbe! – ma trasformarsi. Diventa qualcuno che sa esserci senza invadere, che sa guidare senza comandare.
Ti sta ignorando? No, ti sta cercando.
Quando tuo figlio ti sembra più distante, non pensare subito di aver perso il suo affetto o il suo rispetto. Tuo figlio non ti sta ignorando. Ti sta chiedendo di imparare un nuovo modo di comunicare con lui, per aiutarlo a crescere davvero.
È come se cercasse di dirti: “Non voglio solo sentirti parlare. Non è ciò che mi serve in questo momento. Voglio che tu mi ascolti. Voglio capire chi sono, e ho bisogno che tu per me ci sia, ma in silenzio: senza parlarmi sopra.“
Ed è proprio così che si comincia a giocare la partita più impegnativa e più bella della genitorialità: imparare a esserci in un modo nuovo, più maturo, più autentico. Perché è solo così, a partire da quel silenzio che spaventa tanto, che potrà nascere un dialogo nuovo. Vero. Più profondo. E ancora più forte di prima.
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