L’adolescenza: un viaggio per ragazzi e genitori
Younite ·

Se sei genitore di un figlio adolescente, probabilmente in questo periodo ti stai facendo alcune domande… Cosa sta succedendo al mio bambino/alla mia bambina? Perché fatico così tanto a comunicare con
Se sei genitore di un figlio adolescente, probabilmente in questo periodo ti stai facendo alcune domande…
- Cosa sta succedendo al mio bambino/alla mia bambina?
- Perché fatico così tanto a comunicare con lui/lei?
- Come vorrei entrare nella sua testa per sapere cosa pensa!
Prima di tutto, un respiro profondo: è normale!
A molti di noi genitori, la fase dell’adolescenza fa parecchia paura: sentiamo di perdere una parte di “controllo” sui nostri figli, ci troviamo in difficoltà e fatichiamo a comprenderli, ci sentiamo a volte esclusi dal loro mondo. Per non parlare dei tentativi che facciamo per approcciarci a loro, quando riceviamo in cambio le tipiche “rispostacce” o atteggiamenti di chiusura.
Prima di tutto, non sei solo/a: sono tantissimi i genitori che raccontano come i figli, ad un certo punto, comincino a rispondere male, a sbattere le porte, a trattarli “con poco rispetto” o a rifugiarsi in camera chiudendosi in un silenzio assordante.
A questo punto, può capitare che un padre e una madre si sentano frustrati o impotenti di fronte a reazioni emotive forti o a momenti di sconforto e di rabbia da parte dei ragazzi. E le domande continuano a farsi spazio nella loro mente:
- Cosa manca a mio/a figlio/a adolescente per essere felice?
Ecco allora che ci dimentichiamo della nostra adolescenza, dando per scontato che i ragazzi non abbiano pensieri o problemi, o se li hanno, che siano comunque più piccoli o di poco conto rispetto a quelli degli adulti. E di nuovo, tutte quelle domande…
Come mai reagiscono così, se non gli abbiamo mai fatto mancare niente?
Non devono lavorare, non si occupano della casa, passano il loro tempo a scuola con gli amici, fanno sport, stanno sempre su iPad, Playstation, smartphone…
E allora perché sono sempre così nervosi e suscettibili? Non dovrebbero essere sereni e spensierati?
Ti svelo un segreto, che porta al suo interno tutte le risposte che cerchi: la verità è un’altra…
La verità sull’adolescenza: un pendolo fra restare bambini e diventare grandi
La verità è che sono alle prese con un mondo emotivo e fisico che sta cambiando: faticano a riconoscere i cambiamenti e, quindi, a riconoscersi. Questo li destabilizza, ed è normale: non destabilizzerebbe anche te, genitore, guardarti allo specchio e non capirti più? La naturale conseguenza è che abbiano nuove preoccupazioni di cui si vergognano, nuove paure che li bloccano ed emozioni che non comprendono, perché non le hanno mai provate.
Da un lato, vorrebbero restare ancora bambini e correre da mamma e papà alla prima difficoltà, simboli di amore infinito, pace, rifugio e risoluzione.
Dall’altra, stanno costruendo se stessi, e per questo hanno una gran voglia di crescere, essere indipendenti, trovare l’autonomia che li renda capaci di cavarsela da soli.
E poi: vorrebbero essere se stessi, senza sapere ancora cosa significhi esserlo… ma allo stesso tempo pensano che la cosa più importante, la massima priorità, sia essere accettati dal gruppo di amici. Vorrebbero rendere fieri i propri genitori, ma anche rompere con il loro mondo, allontanarlo, disconoscerlo per crearsene uno a propria misura. Una bella confusione!
Per non parlare poi, di quando di mezzo c’è l’amore, come accade quando ci si sente innamorati ma questa emozione è talmente nuova da mettergli ansia perché non sono in grado di gestirla. Insomma, la mente e l’anima di un adolescente è addobbata di dubbi, domande ed entusiasmi: un vortice di emozioni e sensazioni nuove con cui fare i conti… che metterebbero KO chiunque, compresi noi adulti.
Gli adolescenti come supereroi
Un esempio: pensa tuo figlio adolescente come fosse un supereroe che, crescendo, scopre i suoi superpoteri. Inizialmente non avrà idea di come gestire i suoi talenti, farà prove su prove e commetterà un sacco di errori. Alla prima fase seguirà quella della non accettazione, perché dopo tutti gli errori commessi non si sentirà all’altezza della situazione. Allo stesso tempo, però, sarà entusiasta e orgoglioso di avere fra le mani questi superpoteri, pur non sapendoli usare. Insomma… dopotutto, sono superpoteri!
Poi l’ultimo step: arriverà al tempo e alla maturità in cui finalmente saprà cosa farne, di questi talenti. Saprà gestirli, accettarli, utilizzarli con consapevolezza. Saprà che saranno il mezzo con cui muoversi nel mondo e fare qualcosa di importante.
E sarà allora che sarà diventato grande.
Gli adolescenti non ce l’hanno con i genitori
Se fin qui è tutto chiaro, ora è importante scoprire e ricordare che, anche se sono così bravi a metterci in crisi e a scatenare le nostre reazioni più accese (sanno sempre che tasti toccare!)… no, non ce l’hanno con noi!
Ricordi quando all’inizio ho scritto che è normale? Ecco, fa tutto parte del processo: stanno solo cercando di staccare (giustamente) il “secondo cordone ombelicale”, ovvero quello emotivo. Stanno cercando di capire se possono farcela da soli, se riusciranno a esistere anche senza mamma e papà e, per farlo, devono “allontanarli”. Hanno bisogno di mettere le distanze con i vecchi punti di riferimento per sentirsi liberi di essere quello che vogliono essere e sperimentare situazioni anche molto diverse da quelle che ci si aspetterebbe in famiglia. Un po’ come il marinaio che, con la sua barca, ha bisogno di prendere il largo per dare il meglio di sé, ma con la consapevolezza che in caso di necessità ci sarà sempre un porto sicuro dove poter tornare.
Conclusione: genitori, non mollate!
Lo so: lasciarli andare fa paura, ci piacerebbe proteggerli per sempre ed evitare loro di sbagliare o di soffrire. Ma uno degli ardui compiti del genitore è anche questo: lasciare i propri figli liberi di essere e di esplorare.
Sarà inutile fare resistenza o “trattenere il marinaio e la sua barca”: quello che possiamo fare è rimanere lucidi, osservare attentamente da lontano e mantenere connessione e comunicazione, in modo che sappia sempre che, in qualsiasi momento, può chiedere aiuto, confronto o conforto.
L’adolescenza è sicuramente un periodo tosto, ma fisiologico e necessario per salpare verso nuove opportunità: un viaggio per i genitori, per conoscere meglio sé stessi, e per i loro figli, per esplorare le infinite possibilità di essere.
Genitori, non mollate… e buon viaggio!