Figli dipendenti da smartphone? Ti racconto il mio esperimento Pasquale!

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Figli dipendenti da smartphone? Ti racconto il mio esperimento Pasquale!

I coach Younite non si fermano mai…nemmeno a Pasqua! Infatti quest’anno ho voluto provare a portarmi a casa un esperimento che di solito facciamo durante i nostri week-end formativi e i campi estivi Y

I coach Younite non si fermano mai…nemmeno a Pasqua! Infatti quest’anno ho voluto provare a portarmi a casa un esperimento che di solito facciamo durante i nostri week-end formativi e i campi estivi Younite.

Durante le feste la mia famiglia – come tante – si raduna: nipoti che arrivano da lontano e altri che invece crescono sotto i nostri occhi…ci rincontriamo, ma non stiamo davvero insieme, dato che c’è sempre un intruso tra di noi: un messaggio a cui rispondere, una foto da inviare, un saluto o un augurio da scrivere.

L’esperimento di quest’anno

Quest’anno, dato che eravamo tutti ma proprio tutti insieme, abbiamo deciso – adulti e non – di “disconnetterci dal resto del mondo” e viverci a pieno per due giorni. Devo ammettere che contro ogni aspettativa è stato più difficile convincere qualcuno degli adulti, che diceva di dover essere assolutamente reperibile (…ma da chi? Non stai lavorando e la tua famiglia è tutta qui!). Sapevamo che, proprio perché eravamo tutti insieme, non correvamo il rischio di dover accorrere per un’emergenza come ad esempio quella di un parente anziano che poteva aver bisogno improvvisamente, e gli adolescenti l’hanno vissuta come una sfida a tempo: in fondo a pensarci bene un paio di giorni non sono nulla se si impara a riempire i tempi morti con qualcosa da fare, e fortunatamente i ragazzi trovano sempre qualcosa di curioso o divertente da raccontarsi.

E così l’esperimento è partito, un vero e proprio “esperimento Pasquale”:

Abbiamo cucinato insieme, anche chi non era molto avvezzo: come mio padre, che nella vita ha sempre fatto l’imprenditore e non sapeva nemmeno dove cominciare a mettere mano in cucina. Abbiamo guardato un film, ci siamo dedicati al giardino e alcuni di noi si sono anche convinti che l’albero di ciliegie che ha più di 50 anni si fosse spostato di qualche metro rispetto allo scorso anno! I ragazzi hanno interagito con gli adulti conversando di temi che nemmeno immaginavo potessero conoscere, ho riscoperto una nipote molto ribelle davvero educatissima e ho finalmente visto adulti normalmente “super-impegnati” ritrovare il piacere di rilassarsi e allentare la tensione – muscolare e non – facendo due passi in giardino e godendosi un po’ l’aria aperta. Ovviamente non poteva mancare il momento amarcord, a tratti grottesco e nostalgico: gli adolescenti ridevano al solo fatto di immaginare che alla loro età noi uscivamo senza nemmeno metterci d’accordo su giorno, luogo, ora, outfit…perché tanto qualcuno in giro o “al solito posto”, lo si trovava sempre. Assurdo per loro pensare a una vita senza chat, o al dover sperare che la linea del telefono di casa fosse libera…e non solo la tua! Anche quella degli altri…

Tutto liscio? Non proprio, diciamo la verità

Ammetto che ogni tanto qualcuno ci ha provato a dare una sbirciata al telefono – più gli adulti dei ragazzi! – ma è capitato solamente nelle prime ore, poi basta: ce lo siamo proprio lasciato alle spalle, senza voltarci indietro.

È stato davvero bello riscoprirsi, riconnettersi, addormentarsi sul divano mentre gli altri ridacchiavano giocando a un vecchio monopoli trovato in un cassetto. La giornata era calda e piacevole, e all’inizio di certo l’unico diversivo degno di nota era il cane che entrava e usciva di casa scandiva un po’ il tempo, ma è stato bello anche così, tra un primo piatto, un secondo e qualche crepes uscita male (anzi malissimo!) siamo arrivati a fine serata…. e a fine esperimento.

E dunque…cosa ho imparato da questo esperimento Pasquale?

  • Ho imparato che non conosciamo mai abbastanza le persone con cui viviamo, che possono sempre sorprenderci (e che è bellissimo scoprire qualcosa che non ci aspettiamo da loro!)
  • Ho imparato la bellezza dell’ascolto, del non dare ordini o dettare imposizioni. La regola era chiara per tutti: no telefoni (quindi no social, video ecc.) e per una volta mi sono risparmiata la solita frase: “Ancora attaccato a quel telefono? Ma basta…
  • Ho imparato che alla fine quelli che hanno sofferto di più il distacco dagli smartphone non sono stati i ragazzi, ma gli adulti: la tecnologia fa parte di loro più di quanto non possano immaginare (e più di quanto piaccia loro ammettere), e prima di accusare i ragazzi di essere dipendenti dai telefoni dovrebbero provare a mettersi nei loro panni e vedere quanto invece sono in grado di resistere senza i loro device!

Vuoi provare anche tu a replicare questo esperimento? Ecco come prepararsi e cosa serve:

  • Innanzitutto…basta avere un’occasione in cui ritrovarsi tutti insieme!
  • Scegliere un posto in cui riporre tutti i telefoni e i tablet
  • Stabilire una sola regola, chiara, precisa e valida per tutti. Siete tutti allo stesso livello, nessuna eccezione per grandi o piccini: si “gioca” ad armi pari e ci si mette alla prova in ugual misura
  • Può essere d’aiuto organizzare le giornate prevedendo diverse attività da fare insieme
  • Riempire per bene la dispensa della cucina: qualcuno più bravo e qualcuno meno in cucina c’è sempre, quello che invece mette tutti d’accordo è…l’appetito!
  • Noi ci siamo concessi l’utilizzo della tv e dello stereo (abbiamo avuto un’ottima scusa per rispolverare vinili e vecchi CD), ma potete darvi regole diverse e più restrittive, se vi va!

Il nostro esperimento è stato realizzato in due giorni, durante i quali abbiamo vissuto – e anche dormito – nello stesso luogo, ma potete decidere di farlo durare meno tempo o di darvi regole diverse, l’importante è che le stabiliate prima e che, soprattutto, le rispettiate!

E ora tocca a te!

Con la primavera sono in arrivo tante diverse occasioni per mettervi alla prova: il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno… le occasioni non mancano: abbiate il coraggio di provare, scommetto che il risultato vi sorprenderà!

Non vedo l’ora di conoscere i vostri pensieri e le vostre esperienze: se vi fa piacere condividerle con me contattatemi per cominciare un fantastico percorso insieme.