Contraccettivi: “come affrontare l’argomento con i figli”

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Contraccettivi: “come affrontare l’argomento con i figli”

Ammettiamolo, parlare di sessualità con i figli non è mai facile, vero?I genitori raccontano spesso di sentirsi impreparati e sopraffatti, le domande che balzano in mente sono davvero tante: “Non sarà

Ammettiamolo, parlare di sessualità con i figli non è mai facile, vero?

I genitori raccontano spesso di sentirsi impreparati e sopraffatti, le domande che balzano in mente sono davvero tante: “Non sarà troppo presto?”, “Non è che se ne parlo, li incoraggio?”, “Sarà imbarazzante?” C’è anche chi ha paura di aspettare troppo ad affrontare il discorso e arrivare tardi.

In particolare, capita che il tema dei contraccettivi metta spesso in imbarazzo i genitori, che da un lato temono che i figli si chiudano a riccio al solo sentirli nominare, e dall’altro che parlarne possa sembrare un invito a cominciare ad avere rapporti sessuali.

Parlarne è invece molto importante, perché la verità è che non parlarne non li protegge, ma anzi li espone a molti più rischi.

Oggi più che mai gli adolescenti vivono immersi in un mondo in cui una miriade di informazioni, spesso incomplete o scorrette arrivano continuamente da internet, social e amici che non sempre si rivelano delle fonti così attendibili.

Per questo il dialogo con i genitori resta una delle risorse più preziose per i figli: da genitore, offrire un dialogo aperto significa fornire punti di riferimento sicuri, instaurare e mantenere un rapporto di fiducia reciproca e accompagnare i ragazzi a fare scelte consapevoli.

Parlare di contraccezione non significa solo prevenire gravidanze indesiderate, ma anche insegnare a proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Significa offrire strumenti di cura e responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Se un adolescente non trova risposte in famiglia cercherà altrove… e non sempre troverà fonti affidabili. Tra i rischi che corre c’è quello che costruisca convinzioni sbagliate, basate su falsi miti o racconti inattendibili.

Un figlio che sente di poter affrontare temi delicati con i propri genitori impara presto che il dialogo è possibile anche su argomenti più sensibili e complessi. E questo non fa che rafforzare il rapporto e ridurre la distanza tipica dell’adolescenza.

È importante scegliere il momento giusto per trattare determinati argomenti: meglio evitare di aprire l’argomento “al volo” o in contesti pieni di distrazioni. Un momento di calma come per esempio una passeggiata, un viaggio in macchina, un pranzo tranquillo può invitare alla condivisione spontanea e favorire l’ascolto reciproco.

Evita di iniziare il discorso “mettendoti in cattedra” e limitandoti a spiegare, piuttosto prova a porre tu delle domande, del tipo: “Cosa sai sui contraccettivi?”, “A scuola ne avete parlato?”, “Hai mai avuto dubbi su questo argomento?

Fare domande ti permette di capire da dove partire, senza rischiare di dare troppe informazioni tutte insieme. Parlare di preservativi o pillola anticoncezionale non deve metterti a disagio, anzi: fa parte dell’educazione alla salute, esattamente come quando si parla di alimentazione o di sport.

Evita di utilizzare un linguaggio medico o di fare discorsi troppo lunghi: meglio parole chiare, esempi concreti, e – se occorre – l’aiuto di risorse visive (schede, articoli, siti ufficiali).

Ricordati che si tratta di un momento delicato in cui sei chiamato a trasmettere dei messaggi importanti:

  1. La protezione prima di tutto. Come abbiamo già detto – ma repetita iuvant – i contraccettivi non servono solo a evitare gravidanze indesiderate, ma sono una forma di rispetto, verso sé stessi e verso l’altro.
  2. Non si tratta di un “via libera”. Spiegare come funzionano i contraccettivi non significa incoraggiare ad avere rapporti, ma aiutare a essere pronti quando arriverà il momento.
  3. Esistono diversi metodi, a seconda delle diverse esigenze. Preservativo, pillola, spirale, anello vaginale, cerotto, metodi naturali… ogni scelta ha pro e contro e va valutata con il proprio medico.
  4. Non esiste il contraccettivo perfetto. L’efficacia dipende dalla correttezza e dalla costanza nell’utilizzo.
  5. Parlarne è responsabilità, non leggerezza. Conoscere i metodi contraccettivi significa innanzitutto sapersi prendere cura di sé.

Qualche altro consiglio pratico? Prima di affrontare l’argomento, preparati. Se ti senti in difficoltà, informati: leggi articoli seri, chiedi a un medico o a un consultorio. Sarà più semplice spiegare con chiarezza. Usa esempi della vita quotidiana: puoi collegarti a una notizia di attualità, a un film o a un post sui social che avete visto insieme. Mantieni la calma, anche se ti senti a disagio; il tuo atteggiamento conta più delle parole: se mostri apertura, tuo figlio si sentirà libero di parlare. Accetta che non sarà un dialogo perfetto: forse rideranno, forse cambieranno discorso… ma il seme è piantato, e piano piano germoglierà. Offri fonti sicure: libri, siti istituzionali o incontri informativi a scuola. L’importante è mostrarsi sempre disponibile ad accompagnarli nella ricerca delle risposte.

Non esiste “un discorso standard” da fare sui contraccettivi: l’educazione alla sessualità e alla prevenzione è un percorso che si costruisce nel tempo, fatto di piccoli momenti di dialogo, di ascolto e di fiducia. Più si riesce a normalizzare l’argomento, meno diventerà pesante o imbarazzante affrontarlo.

Parlare di contraccettivi con i propri figli significa molto più che trasmettere nozioni tecniche: vuol dire insegnare responsabilità, rispetto e amore, sia per sé stessi che per l’altro.

Come genitori, potremmo anche non avere tutte le risposte perfette, ma quello che dobbiamo offrire è la disponibilità ad esserci e – soprattutto – a guidare i nostri figli verso una più piena consapevolezza.

Un figlio che sente che può parlare a casa di questi temi senza paura di essere giudicato cresce più sicuro, più libero e più consapevole.

E, in fondo, è questo il regalo più grande che possiamo fare loro: la nostra presenza.

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Alessia Conti

Family e Youth Coach Younite