Come parlare a un figlio che si chiude in se stesso
Nan Coosemans ·

La sfida della comunicazione con i figli adolescenti L'adolescenza è una fase della vita che porta con sé molte sfide, sia per i ragazzi che per i genitori. I genitori mi domandano sempre come affront
La sfida della comunicazione con i figli adolescenti
L’adolescenza è una fase della vita che porta con sé molte sfide, sia per i ragazzi che per i genitori. I genitori mi domandano sempre come affrontare litigi, urla e scatti di rabbia, ma altrettanto spesso capita che mi chiedano come fare quando i propri figli non comunicano…proprio niente.
Già, perché di adolescenti fumantini ed esplosivi è pieno il mondo e forse se ne parla di più proprio per via del loro carattere scoppiettante, ma c’è anche un’enorme quantità di ragazzi che invece fanno di tutto per non farsi notare, per non attirare l’attenzione, fino a quasi scomparire.
Questa caratteristica di voler essere invisibili, di “passare sotto al radar”, è altrettanto importante e meritevole di attenzione, perché porta con sé una delle difficoltà più comuni tra i genitori: quella di comunicare attraverso un dialogo aperto e spontaneo. Parlare con un adolescente che sembra voler rintanarsi nel suo mondo, rifiutando di condividere emozioni, pensieri e preoccupazioni, può infatti sembrare un’impresa davvero impossibile.
I genitori si trovano spesso frustrati, preoccupati per il comportamento di un figlio che si chiude in sé stesso, e soprattutto incapaci di capire come affrontare la comunicazione con loro. Mi chiedono “Nan, è possibile migliorare il dialogo con mio figlio anche se lui/lei non vuole parlarmi?”
Una cosa per volta. Prima di tutto…
Perché gli adolescenti si chiudono in sé stessi?
Innanzitutto è importante comprendere il perché un adolescente tende a chiudersi in sé stesso. L’adolescenza – lo ripetiamo sempre – è un processo di grandi cambiamenti psicologici, emotivi e fisici. Il cervello degli adolescenti si trova in fase di sviluppo, e di conseguenza, l’emotività e l’impulsività sono accentuate. Questo può portarli a preferire il silenzio e la solitudine rispetto al confronto diretto con gli altri, inclusi i propri genitori.
Alcuni dei motivi principali per cui tuo figlio può sembrarti distante o introverso includono:
- Ricerca di indipendenza: Tuo figlio sta cercando di definire la propria identità e, di conseguenza, può voler prendere le distanze da voi genitori per affermare la propria autonomia.
- Timore del giudizio: Gli adolescenti sono particolarmente sensibili al giudizio degli altri, e spesso temono di essere fraintesi o criticati, perciò alcuni evitano qualsiasi tipo di confronto e preferiscono chiudere fuori il resto del mondo, genitori compresi.
- Pressione sociale e scolastica: La scuola, le aspettative dei compagni e le sfide sociali possono determinare un forte stress, facendo sì che il ragazzo preferisca isolarsi piuttosto che aprirsi.
- Emozioni confuse: A volte, non è tanto che non vogliano parlare, ma semplicemente non sanno come esprimere ciò che provano.
- Situazioni familiari complesse: Capita anche che i ragazzi non vogliano attirare l’attenzione perché ritengono di doversi fare da parte in modo da non dover dare un pensiero ai genitori, specialmente quelli che risultano troppo impegnati o presi da altri problemi (ai loro occhi molto più importanti di quanto considerino loro stessi).
Identificare e comprendere questi fattori è il primo passo per sviluppare una comunicazione più efficace con tuo figlio e approcciarti a lui in modo positivo e propositivo. Vediamo insieme come!
Come parlare con un adolescente che NON vuole parlare
- Presta attenzione a ciò che (non) dice
Ogni volta che torna a casa, tuo figlio ti sembra silenzioso e distaccato. Anche se ti piacerebbe fargli mille domande cerca di trattenerti e di lasciargli il suo spazio. L’importante è che sappia che tu ci sei se ha bisogno di te. Prova a dirgli “Capisco che tu possa non avere voglia di parlare. Se ti va, mi piacerebbe sapere come è andata la tua giornata. Quando vuoi, sono qui per ascoltarti.” In questo modo, gli potrai dare lo spazio di cui ha bisogno per aprirsi senza sentirsi sotto pressione. Se e quando deciderà di parlarti, presta piena attenzione a ciò che ti dice, senza interrompere, e cerca di comprendere il suo punto di vista. Spesso, i ragazzi non vogliono che i genitori risolvano i loro problemi o li giudichino, ma solamente che li ascoltino senza pregiudizi.
- Non forzare la conversazione
Forzare una conversazione con un figlio che tende a chiudersi in sé stesso raramente porta a buoni risultati. Al contrario, occorre dargli il tempo e lo spazio per aprirsi quando sarà pronto. Se insisti troppo, rischi di farlo sentire peggio e di aumentare la sua resistenza ad aprirsi. Un modo delicato di approcciare la situazione potrebbe essere dire una frase come questa: “Se non vuoi parlare adesso, va bene. Rispetto il tuo desiderio. Sappi solo che quando ti sentirai pronto, io sarò qui.”
- Usa il linguaggio giusto
Forse non ci avevi mai pensato, ma il linguaggio che usi con tuo figlio può fare la differenza. Evita di usare un tono accusatorio o giudicante, che potrebbe metterlo sulla difensiva. Opta invece per un linguaggio che favorisca l’apertura, mostrando comprensione e supporto. Un esempio? Invece di accusarlo con un “Perché stai sempre zitto?” o un “Non mi dici mai niente!”, potresti provare con “Mi sembra che tu sia un po’ distante oggi, posso aiutarti in qualche modo?” Questo tipo di approccio apre un dialogo più sano e permette al ragazzo di esprimersi senza sentirsi sotto accusa.
- Focalizzati sulle emozioni, non sui comportamenti
Invece di concentrarti sul comportamento che ti preoccupa (ad esempio, proprio il fatto che si chiuda in sé stesso), prova a capire cosa sta vivendo tuo figlio a livello emotivo. Chiedigli “Come ti senti ultimamente? C’è qualcosa che ti preoccupa?”. Incoraggialo a parlare delle emozioni che sta provando, e aiutalo a riconoscere e ad affrontare la causa del suo comportamento, piuttosto che limitarti a rimproverare il comportamento stesso.
- Incoraggia il dialogo attraverso attività condivise
Spesso gli adolescenti non amano le conversazioni faccia a faccia. Perciò può essere utile creare opportunità di comunicazione in contesti in cui si possano sentire più a loro agio, come durante una passeggiata, mentre guardate un film insieme o state facendo attività che piacciono a entrambi. Questi momenti possono contribuire ad aprire il cuore e favorire conversazioni più spontanee.
- Stabilisci dei momenti dedicati alla comunicazione
I ragazzi di oggi hanno orari frenetici, essendo impegnati in mille attività tra scuola, sport e vita sociale. Per questo motivo potrebbe essere utile stabilire dei momenti dedicati a voi e al vostro rapporto, senza altre distrazioni. Così facendo, aiuterai tuo figlio a percepire la comunicazione come una priorità e non come una cosa che avviene “solo quando ci sono problemi”. Potreste stabilire una routine o un evento settimanale – come ad esempio un’uscita in famiglia senza telefoni – in cui ognuno può parlare liberamente di ciò che sta vivendo. In questo modo creerai un momento sicuro in cui tuo figlio si sentirà più libero di esprimersi e di aprirsi.
Vuoi migliorare la comunicazione con tuo figlio?
La comunicazione con un figlio adolescente può sembrare difficile, specialmente se quest’ultimo tende a chiudersi in sé stesso. Eppure, credimi, migliorare il vostro dialogo e costruire un rapporto più solido basato sulla fiducia è certamente possibile. Non dimenticare che ogni ragazzo è diverso, e può servire del tempo per comprendere i suoi bisogni e il suo modo di esprimersi.
Se pensi di essere pronto a fare il passo successivo, contattaci. Insieme possiamo lavorare per costruire un rapporto più aperto e sano con tuo figlio, per aiutarlo a crescere in un ambiente di supporto e fiducia.
Non esitare, il cambiamento inizia oggi.