5 cose da sapere se tuo figlio sta per iniziare le superiori (e tu cerchi di non andare in tilt)
Laura Valbonesi ·

L’inizio delle superiori è uno di quei momenti che ti fanno realizzare, tutto d’un tratto, che tuo figlio non è più quel cucciolo con lo zaino più grande di lui, ma un adolescente (sì, proprio uno di
L’inizio delle superiori è uno di quei momenti che ti fanno realizzare, tutto d’un tratto, che tuo figlio non è più quel cucciolo con lo zaino più grande di lui, ma un adolescente (sì, proprio uno di quelli con opinioni, ormoni e playlist tutte sue).
È una tappa tosta, per loro ma anche per noi genitori. Fino alle medie ci siamo spesso occupati in prima persona della scuola: compiti, colloqui, chat di classe (con personaggi che a volte sembrano usciti da un reality show). Ma da oggi le regole cambiano: serve fare un passo indietro, o meglio… di lato. Essere presenti, ma senza invadere. Offrire supporto, ma senza soffocare. E soprattutto, avere tanta pazienza.
Ecco quindi 5 cose fondamentali da tenere a mente per tutti quei genitori che stanno cercando – con tanto coraggio…e qualche capello bianco in più – di sopravvivere insieme ai propri figli a questa nuova avventura chiamata “scuola superiore”:
1. Imparate a gestire il tempo (prima che sia il tempo a gestire voi)
Alle superiori le giornate sembrano improvvisamente più corte. I compiti aumentano, gli impegni pure, e il tempo libero rischia di sparire nel nulla. Se tuo figlio ha sempre vissuto “alla giornata”, adesso è il momento di insegnargli – con calma e senza pressioni – a organizzarsi un po’ meglio.
Che sia con un’agenda, un calendario appeso in camera o un’app come Google Calendar o Trello, l’importante è aiutarlo a visualizzare i propri impegni. Magari all’inizio ti sembrerà di parlare con un muro (digitale), ma insisti con gentilezza. E ricordagli che il mondo non finisce se si studia un’oretta prima di uscire con gli amici.
Occhio alla procrastinazione, lo sport preferito degli adolescenti che vivono nel “qui e ora” e per cui il domani è un concetto astratto. Una routine con slot per studio, relax e Netflix può salvare capre e cavoli…e voti in matematica.
2. Lascialo sbagliare (anche se ti viene una gran voglia di intervenire)
Alle superiori si gioca un altro campionato. I prof non prendono per mano nessuno, e i ragazzi devono iniziare a cavarsela un po’ da soli. Il tuo compito? Sostenere e motivare, senza trasformarti in un professore privato o un project manager scolastico.
Lascia che tuo figlio si organizzi (o si incasini un po’), che dimentichi una verifica, che si becchi un richiamo. D’altro canto assumersi le proprie responsabilità fa pur sempre parte del pacchetto “imparare a essere grandi”.
👉 Alcune dritte:
- Aiutalo a costruire un metodo, senza imporglielo. Magari un piano di studio settimanale, o semplici trucchi per dividere i compiti in blocchi più semplici da affrontare.
- Non correre in suo soccorso al primo inciampo. Prima lascialo provare a cavarsela da solo, poi – se te lo chiede – sii presente per trovare una soluzione insieme.
- Non diventare un investigatore del registro elettronico. Una sbirciatina ogni tanto ci sta, ma evita il controllo maniacale e costante: lo aiuterà a sentirsi responsabile (e meno spiato).
Ricordiamoci poi che l’autonomia non si ferma ai libri. Anche le uscite con gli amici, i mezzi pubblici e le serate fuori fanno parte del “pacchetto crescita”. Servono sì regole chiare, ma anche spazio per dimostrare che si può avere fiducia in loro, anche (e specialmente) quando ci fanno venire il batticuore.
3. Il digitale non è necessariamente un nemico
Smartphone, chat, social, piattaforme online… per tuo figlio è la normalità. È lì che si organizza, parla con gli amici, si informa (e ogni tanto studia pure, sembra strano ma è così).
Il tuo compito non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderla e accompagnarla. Sì, anche se TikTok ci confonde e Discord sembra il nome di una lingua aliena.
Qualche suggerimento per non perdere la bussola in questo mare digitale:
- Concordate insieme regole sensate sull’uso del telefono (niente notifiche mentre si studia e magari anche fuori dalla camera quando si dorme).
- Parlate apertamente dei rischi che si corrono online: cyberbullismo, tutela della privacy, trappole digitali… la prevenzione parte sempre dal dialogo.
- E soprattutto: mostra curiosità per quello che fa, senza giudicare. Un “dai, fammi vedere qualche video divertente su TikTok” a volte avvicina più di mille discorsi seri.
4. Attività extra? Sì grazie (ma senza esagerare)
Sport, teatro, musica, volontariato,… qualunque cosa faccia uscire dalla solita routine e aiuti tuo figlio a esprimere chi è, è benvenuta. Le attività extracurriculari non sono solo svago, ma anche terreno fertile per scoprire passioni, socializzare e persino sfogare lo stress.
L’importante come sempre è trovare il giusto equilibrio: troppe attività possono creare ansia e lasciare poco tempo per respirare (o per finire i compiti!).
👉 Cosa puoi fare a questo proposito?
- Dai una mano a scoprire cosa offre la scuola o il quartiere in termini di attività.
- Mostra entusiasmo per i suoi interessi (sì anche se tuo figlio vuole iscriversi al corso di scacchi ninja o di improvvisazione teatrale).
- Se ne hai la possibilità, vai a vederlo in azione: un applauso di incoraggiamento da parte tua può fare miracoli per la sua autostima.
5. Parlare con lui (anche quando sembra non voler parlare proprio con nessuno)
Parlare con un adolescente a volte può sembrare più difficile che risolvere un cubo di Rubik. Bendati. E con le mani legate dietro alla schiena. Ma non mollare. La comunicazione è la chiave di tutto, anche quella non verbale. Non aspettarti lunghi monologhi da parte di tuo figlio. A volte basta un “Come stai?” sincero o una battuta durante la cena per aprire una piccola finestra che ti lasci entrare – anche solo per poco – nel loro mondo.
Ecco qualche trucco da vero genitore ninja:
- Fai domande aperte, non interrogatori (Un “Com’è andata oggi?” è molto meno personale di un “Raccontami una cosa che ti ha fatto ridere”)
- Ascolta davvero, senza giudicare (e morditi la lingua quando stai morendo dalla voglia di dire la tua)
- Raccontagli qualcosa di te: i tuoi successi, i tuoi errori, le tue paure. Mostrare umanità aiuta a sentirsi meno soli, a tutte le età.
- Accetta che cambi gusti, amici e idee. È il suo modo di esplorare chi è (spoiler: anche noi eravamo così, anche se a volte sembra che ce ne siamo dimenticati)
- Ricorda che non devono avere tutto chiaro fin da subito. Nessuna scelta è definitiva, e anche cambiare idea – scuola compresa – fa parte della crescita.
In conclusione…
L’inizio delle superiori è un grande salto. Per loro, ma anche per noi. Non esiste il manuale perfetto per affrontarlo, ma una cosa è certa: essere presenti con amore, ironia e un po’ di flessibilità può fare davvero la differenza.
E se ogni tanto ti senti sopraffatto, ricordati che anche tu stai crescendo. Solo, con un ruolo diverso…quello da genitore.
Laura Valbonesi
Family e Youth Coach Younite